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giovedì, 02 agosto 07 13:47
IL RITRATTO PER ECCELLENZA...LA GIOCONDA
Si tratta di un dipinto a olio su legno di pioppo che misura 77×53 cm. Anche se è difficile guardare il dipinto in maniera critica e ignorare tutta la mitologia che lo circonda, esso mostra una maestria tecnica che lo pone tra i capolavori di Leonardo (anche se per alcuni L'ultima cena è il suo lavoro più grande). La natura dell'immagine è stata il soggetto di fiumi di discussioni. In generale, si può dire che la vividezza e l'ambiguità dell'espressione del viso è dovuta all'uso dello sfumato, che sfuoca le porzioni più espressive del volto (gli angoli degli occhi e la bocca) dando al quadro un'aria di mistero. Il sorriso enigmatico è la caratteristica principale del dipinto. Sigmund Freud interpretò il sorriso come simboleggiante l'attrazione erotica di Leonardo nei confronti della sua cara madre. Altri lo hanno descritto come innocente e invitante al tempo stesso. Monna Lisa, una e trina [modifica] L'identità della donna ritratta nel dipinto non è del tutto certa, anche se recentemente lo studioso fiorentino Giuseppe Pallanti, confermato dalle testimonianze del Vasari, ha scoperto che apparteneva a Monna Lisa Gherardini, una donna proveniente dalla piccola nobiltà rurale vissuta tra la fine del '400 e l'inizio del '500, andata come seconda moglie in sposa a Francesco Bartolomeo del Giocondo (da cui il nome di "Gioconda"). Vasari però ha lasciato una descrizione del quadro che non corrisponde alla realtà: Vasari esalta l'abilità straordinaria di Leonardo nel descrivere la peluria delle sopracciglia (che Precedenti ricerche affermavano già che si trattasse della benestante signora fiorentina, Madonna Lisa del Giocondo, da cui deriva l'altro nome con cui è conosciuto il ritratto, ma non ne avevano prove documentarie (ritrovate dal Pallanti). Comunque è anche possibile che Leonardo non abbia dipinto una persona specifica. Alcuni sostengono anche che si tratti in realtà di un autoritratto dove Leonardo si è raffigurato in versione femminile. L'ipotesi più recente, avanzata dalla studiosa tedesca Magdalena Soest e presa in considerazione anche dagli esperti del Museo di San Pietroburgo, in Russia, si basa sulla scoperta di un fatto nuovo: la sovrapponibilità dei lineamenti del volto di Monna Lisa con quelli della dama del ritratto di Caterina Sforza di Lorenzo di Credi, conosciuto anche come ritratto della "Dama coi gelsomini". A questo punto, risulterebbe che il personaggio storico che ha ispirato Leonardo altri non sarebbe che Caterina Sforza, all'epoca personaggio di fama, perché già signora di Forlì e Imola. Il ritratto di Caterina Sforza in questione, attualmente conservato nella pinacoteca della città di Forlì, può essere visto alla seguente pagina: [1] Il dipinto è stato restaurato varie volte: analisi ai raggi X hanno mostrato che ci sono tre versioni della Monna Lisa, nascoste sotto quella attuale. Secondo studi datati settembre 2006 effettuati dal Centro Nazionale di Ricerca e Restauro dei Musei di Francia sembrerebbe che la donna, identificata come Lisa Gherardini, fosse ricoperta da un fine velo di mussolina, che all'epoca era portato dalle donne in attesa o che avevano appena dato alla luce un figlio. La vernice aveva finora nascosto questo dettaglio, che può ora spiegare l'enigmatico sorriso con lo stato interessante della donna. Da questi sofisticati studi sull'immagine è emerso il particolare che dietro il dipinto vi è lo schizzo inciso sul legno da Leonardo, il quale prima di dipingere il quadro ne avrebbe abbozzato la struttura. Dove appare la figura di Monna Lisa con una cuffia, sarà stato di certo un ripensamento dello stesso artista, perché difatti è noto a noi che A causa della sopraffacente statura del quadro, i dadaisti e i surrealisti ne hanno spesso prodotto modifiche e caricature, ad esempio aggiungendo dei baffi sul volto della donna. Il dipinto è stato riprodotto in serie, come poster, da Andy Warhol. Il Guinness dei primati considera il dipinto come l'oggetto più di valore che sia mai stato assicurato. TRATTO DA http://it.wikipedia.org/wiki/La_Gioconda_(Leonardo) ****************************************
Olio su legno, dipinto a Firenze verso il 1504 e finito verso il Francia, Parigi, Musée du Louvre. " Ma chi è questa donna di cui tutti conoscono il volto, gli occhi e l'enigmatico sorriso? Gli storici dell'arte sono d'accordo nel riconoscere in questo ritratto la fiorentina Lisa Gherardini, nata nel 1479 e moglie di Francesco di Zanobi del Giocondo. Pare che il quadro fosse stato ordinato non dal marito di Lisa, ma da Giuliano de' Medici, il suo amante. Vasari, primo biografo di Leonardo, racconta una seduta di posa in cui la modella si annoiò tanto da farle assumere un'aria stanca e triste. Leonardo aveva chiamato dei buffoni perché distraessero la bella Lisa e magari mantenessero sulle sue labbra quel sorriso così discreto. Alcuni storici vedono piuttosto nella "Gioconda" un ritratto di Isabella d'Este. Bisogna riconoscere che in effetti il profilo di Isabella, disegnato da Leonardo, ricorda curiosamente la "Gioconda". Già ai tempi di Leonardo " TRATTO DA http://www.sapere.it/tca/minisite/arte/leonardo/img09.html *******************************************
Caratteristiche iconografiche del ritratto cinquecentesco Il ritratto cinquecentesco, come quello del secolo precedente, risponde alle funzioni celebrative per le quali nasce, concepito quale effigie del committente, ma nel caso specifico di Leonardo e in linea di massima nella cultura rinascimentale, esso si carica di valori scientifici, di soluzioni stilistiche e tecniche che sembrano trascendere la funzione tradizionale della ritrattistica, per volgere in direzione di una nuova concezione del soggetto inserito nello spazio fisico, ora visto come luogo in cui la materia si fonde, per quell’energia che anima uomo e natura, nel rispetto delle diverse sostanze delle cose, percorse e coinvolte nel medesimo processo vitale, dinamico e metamorfico del costante divenire. Analisi dell’opera (livello alto) (livello medio) (livello base) Muovendo nella lettura tattile dal volto della Gioconda, che è posto in alto, sull’asse mediano della formella, al centro della composizione, è possibile avvertire lungo i contorni della figura il velo leggero e trasparente che copre la sua capigliatura. Il velo segue l’andamento dei capelli che poggiano sofficemente sulle spalle e con essi si fonde. L’ovale del volto, in prossimità di guance, mascelle e mento, presenta lievi passaggi chiaroscurali che corrispondono tridimensionalmente e tattilmente alla modulazione delle superfici dell’epidermide e a tratti somatici realistici che delineano il carattere quasi androgino della donna. Gli occhi allungati, gli archi sopraccigliari diradati, il naso sottile, lievemente aquilino in punta, le labbra delicate, gli angoli della bocca impercettibilmente sollevati, ad accennare un sorriso enigmatico, imperturbato, hanno reso celeberrima e mai fino in fondo penetrabile l’espressione di questo viso. Lo sguardo della Gioconda, rivolto alla sua sinistra, in corrispondenza di un punto esterno al quadro, alla destra dell’osservatore, la compostezza della figura e il rapporto osmotico esistente tra la figura e la natura, sono ancora oggi elementi oggetto di ammirazione e interrogazione. Scivolando con le dita lungo i contorni del corpo, collocato al centro della composizione, e di seguito lungo la volumetria del collo e del petto, risultano leggibili superfici trattate morbidamente che sfumano e quasi si fondono con lo spazio circostante; la resa della linea dei contorni e del colore genera effetti che avvolgono nello spessore atmosferico i tratti sfuggenti del corpo della Gioconda. Al tempo stesso, la veste che comprime il seno, e il voluminoso manto arrotolato, posto sulla spalla sinistra, quasi inibiscono la femminilità naturalmente conferita al soggetto. Le spalle tornite, la maniche della veste a coprire le braccia conserte, arrotolate quasi a soffietto, per l’infittirsi delle pieghe, lungo il braccio, la mano destra posta delicatamente sul polso sinistro, la mano sinistra appoggiata sul bracciolo dello scranno, si danno come elementi chiaramente leggibili, non antagonistici rispetto al paesaggio, non nettamente distinguibili e, all’opposto, definiti nella loro specifica morfologia in consonanza con il tutto. Lo sfondo sul quale si staglia la figura è occupato da un paesaggio roccioso e fluviale, che tanta importanza ha nell’economia del dipinto, a suggerire un rapporto di continuità e di sintonia tra le diverse parti dell’universo. Questa armonia è il fondamento su cui poggia le basi la concezione conoscitivo-empirica di Leonardo, la sua indagine scientifico-esperienziale lo conduce a soluzioni tecniche e stilistiche di decisa modernità. Il modello di donna leonardesco che subisce delle variazioni nel tempo, nella Gioconda si vena di estraneità alla contingenza, per essere al contempo manifestazione di fisica e metafisica, compenetrazione di sostanze e rilevazione di trasmutazioni ideali, quasi passaggi di stato della materia. Ciò che si dà allo stato aereo, liquido, solido, gassoso, è materia animata dall’energia, atomizzata e cinetica. La grande sfida di Leonardo consiste nell’esprimere con massima veridicità e naturalismo i propri modelli, e la forza intellettuale da cui nasce l’idealità costituisce le cose stesse, secondo i principi aristotelici e tomisti per i quali forma e sostanza sussistono nella realtà manifesta, unite nel sinolo, espressione di materia informata dall’idea che si incarna. Summa di tutti i principi di conciliazione dei contrari, l’immagine della Gioconda può essere giudicata il vero testamento spirituale, conoscitivo e poetico di Leonardo. Nell’opera si vuole anche vedere un ipotetico autoritratto dell’artista stesso, ma al di là di questa ipotesi, ciò che più conta è cogliere la presenza assolutamente epifanica della natura, in grado di unificare le diverse forme di vita in un insieme in cui, per reciproca corrispondenza, la materia si lega, aggrega e disgrega, secondo reali procedimenti chimici e meccanici. Leonardo artista, inventore, scienziato e conoscitore, con TRATTO DA http://www.cavazza.it/arte/edmnv/gioconda/giocondaalto.htm *********************************************
Titolo: La vera identità della Gioconda Sottotitolo: Un mistero svelato Autore: Pallanti Giuseppe Curatore: Descrizione: 15 x Collana: Art Stories Edito da: Skira Categoria: Letteratura Prezzo: ¤ 15,00 Offerta Web: ¤ 12,00 Sconto 20% Lingua: italiano Anno: 2006 Isbn: 8876246576
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