FISIOGNOMICA

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TRATTI SOMATICI RAFFAELA MARIA SATERIALE blog gestito da Raffaela Maria Sateriale Nuova pagina 1

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GIOCO

RICONOSCI DAI TRATTI SOMATICI LE CARATTERISTICHE E LA PERSONALITA' DELLE PERSONE

http://picktheperp.com

 

LA TRASFORMAZIONE DI Michael Jackson

 
Michael Jackson

Extreme Makeover

Extreme Makeover è il reality show più seguito negli Usa. Picco di ascolti per la puntata trasmessa da Raidue

Come rifarsi la faccia in diretta tv

Due persone a episodio si affidano, gratis, alle mani del chirurgo che le trasforma dalla testa ai piedi

di Giovanna Antonelli

 

 

Il mito della metamorfosi rivive nel reality show più seguito d’America. In ogni puntata di Extreme Makeover in onda sulla Abc due persone, spesso donne ma non mancano i maschietti, si affidano alle mani di un chirurgo estetico, di un truccatore e di un personal trainer per trasformarsi da brutti anatroccoli in cigni.

 

E il pubblico impazzisce. Perché è stupefacente vedere come una pelle piena d’acne diventi setosa e vellutata e un sedere cellulitico diventi miracolosomante un maestoso didietro alla Jennifer Lopez.

 

Un’americanata? Niente affatto perché anche da noi la formula è destinata a sbancare. Basti pensare che la puntata dello show con i sottotitoli in italiano trasmessa da Raidue martedì sera ha avuto un boom di ascolti con 2 milioni 579 mila spettatori e il 19.32% di share.

 

Un successo imprevisto che ha spinto i dirigenti di Raidue a cambiare collocazione al programma in una posizione strategica migliore. Tutto questo a poche settimane dal debutto su Italia 1 di Bisturi, nessuno è perfetto. Dal 20 febbraio Platinette e Irene Pivetti si preparano a fare da madrine alla trasformazione di eccessivi fianchi mediterranei in più “esteticamente corrette” curve da pin up.

 

Insomma, se prima si andava in tv per vincere un’automobile, un monterpemi milionario o più semplicemente qualche gettone d’oro adesso ci si va per regalarsi labbra più turgide, una taglia in più di reggiseno o un nasino alla francese.

 

E chi partecipa allo show ne esce sempre entusiasta. Come Tammy Guthrie (nella foto), una casalinga di 40 anni appena rientrata in famiglia a St. Petersburg in Florida dopo una permanenza di cinque settimane e mezza con gli esperti della rete che le hanno assottigliato il naso, risollevato gli occhi e gli zigomi, rassodato il collo. ''Ora mi sento più sicura, sia con mio marito che con gli estranei. Non ho più paura delle loro reazioni e devo dire che anche a lui piaccio di piu' cosi'', ha confidato Tammy al quotidiano New York Times.




(Pubblicato il 15 gennaio 2004)
(Aggiornato il 15 gennaio 2004 alle ore 16:26)

Trisomia 21.

 

Va a ruba in Spagna 'baby Down', la prima bambola con i tratti somatici di un bebe' con la sindrome di Down. Immessa sul mercato spagnolo al prezzo di 25 euro -tre dei quali andranno a favore della Fundacion Down Espana- la bambola è disponibile nella versione femminile e maschile.

L'obiettivo, oltre a incrementare i fondi della ong, è quello di favorire "l'integrazione nella società" delle persone affette da questa alterazione cromosomica. "Baby Down non ha nulla di speciale", ha spiegato la portavoce dell'azienda produttrice, solo i tratti caratteristici di un bebè con la sindrome, "con le ditine un po' separate e la lingua un pochino all'infuori".

La bambola, le cui vendita hanno superato le aspettative persino dei distributori, è concepita perchè si conoscano le necessità dei bambini affetti dalla sindrome; ed è infatti accompagnata da un foglietto che spiega quali sono le attività che si possono fare per sviluppare le capacità dei piccoli con l'alterazione cromosomica nota come Trisomia 21.

http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/giocattoliarrivaccicciobellodown.htm

I ritratti su mummia e la ritrattistica romana di Susan Walker

I ritratti su mummia

e la ritrattistica romana

di Susan Walker

 

 

(da Fondazione Memmo/The British Museum:

Fayum. Misteriosi volti dell'Egitto, Leonardo Arte 1997)

 

Il ritratto come riproduzione dell'apparenza di un individuo durante la vita è stato a lungo considerato uno dei generi più duraturi e di maggior successo dell'arte romana. Tuttora, i più non hanno difficoltà a riconoscere, per esempio, Giulio Cesare nei suoi ritratti, tanto forte è il senso di identità personale conservato nelle sue immagini su monete, gemme e busti.

Alcuni ritratti venivano posti in aree pubbliche, come le moderne statue commemorative di personaggi importanti. Molti venivano deposti nelle tombe, così come ai giorni nostri, in alcune società moderne, i defunti vengono ricordati con immagini che li mostrano quando ancora erano in vita.

Nella Roma repubblicana i ritratti funebri erano appannaggio della nobiltà o delle famiglie dei magistrati: avevano un significato esemplare per i membri più giovani della famiglia, dovevano instillare in loro le virtù che erano state dei loro importanti predecessori. Durante l'Impero la funzione specifica dei ritratti cade in disuso gradualmente e la ritrattistica diventa uno dei molti mezzi per esprimere lealtà all'imperatore e alla sua famiglia: alcune volte i cittadini imitavano addirittura la fisionomia imperiale

E' il tipo di ritratto più tardo quello che viene importato in Egitto alla metà del I secolo d.C. e che rimane in uso per circa due secoli. In Egitto i ritratti sono usati con la specifica funzione di coprire la testa del defunto mummificato; per questo motivo sono dipinti su pannelli di legno  inseriti all'interno delle bende o su sudari di lino che ricoprivano la mummia. Ritratti venivano anche dipinti su teste in gesso, che erano attaccate ai vari materiali usati per racchiudere e proteggere il corpo: sudari, coperchi lignei di sarcofago, contenitori di lino o anche cartonnage e contenitori di fango

Qualsiasi fosse il materiale, lo scopo del ritratto rimaneva invariato: essere testimonianza dell'apparenza del defunto durante la vita.

Grazie all'accuratezza nel riprodurre le acconciature, gli abiti e i gioielli del personaggio, è stato possibile datare i ritratti molto precisamente, in alcuni casi all'interno di un decennio, riferendosi a oggetti simili ritrovati in altre zone e datati sicuramente durante l'Impero Romano. Questo è un aspetto di per sé interessante della cultura romana ed è, in un certo senso, l'antenato del fenomeno "jeans e coca-cola" universalmente riconosciuto ai giorni nostri. Anche nelle province più lontane dell'Impero si cercava di imitare la "moda imperiale", e certi oggetti e aspetti legati all'uso comune e alla vita quotidiana (non solo abiti, ma anche tovaglie e modo di scrivere il latino) appaiono in forme molto simili in tutta l'area dell'Impero. La stretta relazione dei ritratti con la moda romana metropolitana può essere spiegata con il fatto che i personaggi ritratti erano fortemente legati a Roma, essendo impiegati nell'amministrazione della provincia. Avevano così una motivazione e, attraverso contatti personali e ufficiali, i mezzi per vestire allo stesso modo dei Romani che vivevano a Roma. Tipi simili di ritratti, che riflettono fortemente l'influenza romana, ma sono specificatamente realizzati per uso locale ed esattamente contemporanei ai ritratti su mummia, sono quelli ritrovati a Palmira, in Siria e in Cirenaica, Libia Orientale.

Comunque, uno studio accurato delle tavole rivela che le caratteristiche fisiche del soggetto offrono un'immagine più varia ancora dei loro abiti. Appare chiaro che gli artisti che li dipinsero (di cui non sappiamo nulla) registrarono fedelmente l'aspetto dei loro clienti. Così i ritratti della stessa tomba a er-Rubayat sono innanzitutto legati dalla somiglianza di alcuni caratteri somatici: occhi, menti con fossetta, fossette sopra e sotto le labbra, che sono esse stesse molto simili. Adesso che è noto dall'evidenza documentaria che le pitture provengono dalla stessa tomba, si possono forse fare altre ipotesi: probabilmente il pittore è lo stesso per tutti i ritratti, come fu suggerito sessanta anni fa; i personaggi ritratti appartengono alla stessa famiglia (a giudicare dalla differenza d'età si tratta probabilmente di madre e figlio) e può essere congetturato che lo stesso artista venisse impiegato per dipingere un certo numero di ritratti dello stesso gruppo. Inoltre, le tavole rappresentano tratti somatici in dettaglio; il ritratto di un giovane, fino a ora considerato difficilmente databile per la mancanza di una qualsiasi caratteristica cronologicamente determinante, può essere oggi datato in relazione al ritratto di una donna, che include gioielli, abiti e pettinatura secondo la moda del tardo Il o inizio del III secolo d.C..

Altre "coppie" possono essere associate allo stesso modo, anche se non c'è, purtroppo, evidenza documentaria che accerti la loro provenienza dalla stessa tomba. Esempi di pitture che mostrano tratti somatici personali includono un pannello da Hawara, che ritrae una donna con lineamenti molto mascolini un uomo robusto da Kafr Ammar e un giovane uomo, forse con una paralisi facciale, soggetto di un raffinato ritratto da Hawara Molte altre tavole mostrano una ricerca dell'individualità: colore della pelle, barba, struttura ossea sono meticolosamente registrati e, all'interno del corpus, variano sensibilmente.

Va osservato che spesso i soggetti sembrano piuttosto giovani: questo ci fa concludere che le pitture venivano commissionate durante la vita dei personaggi. Tuttavia questa conclusione ci rende difficile dare un'interpretazione delle immagini dipinte sui sudari o sui sarcofagi e dei ritratti dei bambini, che certamente morirono abbastanza all'improvviso. Sebbene vi siano eccezioni, le indagini T.A.C. effettuate sulle mummie complete di questo corpus rivelano una corrispondenza di età, e in determinati casi di sesso, tra il corpo e l'immagine Sono sopravvissute alcune effigi di persone di mezza età o anziane ma si deve concludere che molti pannelli rispecchiano un'età media piuttosto bassa, registrata anche nei censimenti dell'Egitto di epoca romana.

Relativa alla nozione che i ritratti venissero dipinti durante la vita dei personaggi è l'idea che fossero appesi nelle abitazioni prima di essere posti sulle mummie. Certamente i pannelli erano tagliati da una forma rettangolare, in forma arcuata con gli angoli superiori tagliati o in una forma che seguiva la linea delle spalle, a seconda della tradizione locale, di Hawara, er-Rubayat e Antinoopolis. Comunque, erano dipinti in scala 1:1, e il solo ritratto con cornice sopravvissuto, trovato appoggiato a una mummia senza ritratto) è troppo piccolo perché fosse realmente posto sul corpo del defunto. Non esiste alcuna evidenza che mostri come e quando questo tipo di immagine fosse commissionata, ma è possibile che fosse dipinta all'epoca della morte per essere portata in processione (ekphorà) attraverso il villaggio o la città di provenienza del defunto, da dove poi era portata, assieme al corpo, all'imbalsamatore per la mummificazione e il taglio del pannello a misura delle bende. Questo avvenimento, che è implicito nell'evidenza papirologica come sequenza di eventi durante i funerali delle classi abbienti dell'Egitto romano, potrebbe spiegare l'esistenza di ritratti dipinti su entrambi i lati, che probabilmente venivano portati in processione, come l'esistenza di tre ritratti dello stesso giovane uomo (non in mostra) ritrovati assieme a una delle mummie scavate ad Hawara e l'evidenza del taglio dei pannelli.

E' ben possibile che i corpi, dopo essere stati mummificati, fossero deposti nelle tombe; l'uso egiziano di "cenare con i defunti", riportato dagli autori greci e latini, avveniva non in casa, ma in un padiglione associato alla tomba, esempi del quale sono stati recentemente scavati a Marina el-Alamein. 

L'ekphorà è un rito greco e per vari aspetti i ritratti riflettono un interesse per la cultura greca. E' verosimile che le immagini provenienti dal Fayum ritraggano membri di un gruppo di discendenti di mercenari greci che avevano combattuto per Alessandro Magno e per i primi Tolomei e che avevano ricevuto, come compenso per le loro azioni, lotti di terre nell'oasi, dopo che questa era stata bonificata durante i primi anni di regno della dinastia tolemaica. I colonizzatori si erano stabiliti nell'oasi e avevano sposato donne oasite, adottando i costumi religiosi egiziani. Al tempo della conquista romana, la popolazione del Fayum era mista. Agli occhi dei Romani i discendenti dei coloni erano Egiziani, ma essi stessi si consideravano Greci e così si presentavano alle autorità romane che li incaricavano dell'amministrazione delle città e dei villaggi del Fayum, offrendo in cambio uno status privilegiato e una riduzione delle tasse cittadine.

Fino al regno di Settimio Severo (193-211 d.C.) le comunità più piccole dell'Egitto romano non avevano un consiglio cittadino. Erano rappresentate, nei livelli più alti dell'autorità, dagli studenti del gymnasium, il tradizionale centro di cultura dell'educazione greca, i cui membri erano scelti con cura e attenzione. Molti dei ritratti mostrano giovani, la cui età è meticolosamente indicata dalla presenza o meno di barba; spesso sono incorniciati in foglia d'oro. Pare verosimile che questi ritratti rappresentassero giovani che avevano ricevuto un'educazione greca tradizionale.

Molti sono mostrati con la pelle abbronzata, dato che complementa l'evidenza documentaria contemporanea sopravvissuta riguardante la moda di avere un corpo ben sviluppato e abbronzato. Un altro indicatore visuale dell'interesse per la cultura greca è la comparsa di uomini con la barba  negli anni precedenti all'imperatore Adriano, il quale, a causa del suo personale attaccamento alla cultura greca, fece diventare l'uso della barba una moda universale

La mummia di Ermione (non esposta in mostra) offre un esempio particolarmente notevole dell'interesse per la cultura greca mostrato dai personaggi commissionari dei ritratti. Infatti, in modo molto inusuale, il nome e la professione della defunta sono iscritti sul sudario: Ermione grammatiké. La parola grammatiké viene di solito tradotta come "insegnante di grammatica (greca)". Tuttavia, uno studio recente ha rivelato che i grammatikoi (per la maggior parte uomini) all'interno delle comunità di lingua greca dell'Impero Romano orientale erano considerati come coloro che mantenevano la tradizione culturale greca in un tessuto ormai totalmente romano. Si pensa che i rari esempi di donne grammatikai (entrambi provenienti dal Nordafrica) possano rappresentare un grado avanzato di accettazione dell'autorità romana, all'interno della quale la cultura tradizionale poteva liberamente continuare a esistere. Forse è in questo contesto che il bel ritratto della giovane Ermione, il cui scheletro mostra che non aveva mai compiuto lavori manuali durante la vita, deve essere collocato.

Così come le comunità dell'Egitto romano subirono un nuovo sviluppo nel corso del Il secolo d.C., nei ritratti si possono vedere anche riflessi di orgoglio indigeno, ben rappresentato in alcuni caratteri di identità locale. Nel I secolo d.C. gli uomini e le donne indossano tuniche e mantelli decorati con bande scure (clavi) indicativi di classe sociale a Roma, ma che in Egitto, forse, rappresentavano solo un senso generale di affiliazione ai costumi romani. Durante il Il secolo d.C. appare una seconda tunica, indossata sotto la prima e spesso distinta da una decorazione intorno al collo che varia da sito a sito. Così alcune delle donne di Antinoopolis indossano una sottotunica che è decorata sul collo, con un motivo a triangoli di color porpora. I soggetti dei ritratti da Antinoopolis hanno un'apparenza austera: i loro capelli sono trattenuti in modo fermo. Ciò mostra forse un riflesso della tendenza tra le comunità greche di ritorno al passato classico. Sebbene Antinoopolis fosse una nuova fondazione di Greci - o forse proprio per questo -, creata dall'imperatore Adriano in memoria del suo amore per il giovane della Bitinia Antinoo che annegò misteriosamente nel Nilo nel 130 d.C., l'interesse per la cultura greca sembra essere molto forte.

Verso la metà del III secolo d.C. c'è un cambio radicale nella moda a favore della dalmatica, una larga tunica con clavi molto ampi e abbondanti maniche. Solo i personaggi rappresentati in alcuni sudari da Antinoopolis indossano la dalmatica, che altrimenti non è rappresentata nel corpus dei ritratti di mummia. E' interessante notare che nello stesso tempo l'evidenza documentaria che si riferisce ai discendenti dei coloni militari greci diminuisce, riflettendo un cambiamento nell'organizzazione sociale e civile, in un periodo di debolezza dell'autorità centrale. Un cambiamento ulteriore si verifica anche nell'organizzazione dei culti egiziani tradizionali e, verso la fine del III secolo, la mummificazione cessa di essere praticata.

I defunti, abbigliati secondo la moda del Mediterraneo orientale, soggetti all'Impero Romano, non vengono più accompagnati dal dio sciacallo Anubi alla presenza di Osiride. Termina la consistenza dell'eredità culturale greca, della dominazione politica e sociale romana e della fede nel solo sistema religioso pagano che desse una coerente visione della vita nell'aldilà. Attraverso i due secoli di ritrattistica su mummia non c'è evidenza di interruzione nella continuità o di conflitto tra i diversi elementi di questo delicato equilibrio nel modo di vivere. Le autorità romane che amministravano il Paese, dal momento che il loro imperatore era rispettato e venerato nel modo stabilito, tolleravano le credenze religiose indigene, anche se erano bizzarre ai loro occhi, come quelle egiziane riguardo il culto dei morti.

 

 

 

TRATTO DA http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/colore/fayum.htm

DAL BLOG "LA RIVOLUZIONE"

Fisiognomica del fascista telematico

 

Se c'è una cosa che manda fuori di testa il moderno fascista telematico, è l'ironia.
Non la sopporta perché non accetta il suo lato umano... il suo non è mai un sorriso, ma un ghigno.

Il fascista telematico vive nel pregiudizio e di pregiudizi: se fosse privo di pregiudizi, si estinguerebbe nel giro di poche ore.

Si raduna in piccoli gruppi ed attacca la preda (solitamente un libero pensatore) in modo vigliacco.

Il fascista in questione (malgrado stia all'insulto come le lenti a contatto stanno agli occhi) non ha mai coscienza del suo stato primitivo, ed anzi si crede evoluto, ha una grande stima di se stesso... una stima talmente grande che se gli dite che il suo cavallo è scappato, si mette a cercarlo in cielo.

E' un idiota, il fascista telematico, ma è pericoloso. Molto pericoloso. Perché è diffuso e, talvolta, ben mimetizzato.

Esercizi di pittura crudele

gazzettadelsud.it 27 febbraio 2005
L'elefantiaca mostra torinese curata da Vittorio Sgarbi e dedicata al... [...]

Da dove ha origine il razzismo biologico?

Da dove ha origine il razzismo biologico?
Fino al XVIII secolo le differenze tra i gruppi umani non furono esaminate con un'ottica scientifica. Dal 1700 si è cominciato a studiare le differenze somatiche tra i singoli gruppi senza però poter approfondire le basi biologiche di queste differenze. Si confrontavano semplicemente gli aspetti esteriori delle persone raffrontandoli con quelli degli altri mammiferi o con i canoni estetici di quel periodo. Alcuni scienziati come Camper, Winckelmann e soprattutto Lavater contribuirono allo sviluppo di una disciplina, la fisiognomica, che cercava di giustificare il carattere e l'indole di una persona in rapporto ai suoi tratti esteriori (in particolare il viso). Gall fu l'ideatore della frenologia; essa mirava a dimostrare che dalla forma della testa derivavano le capacità dell'encefalo.
Nel 1800 Carus cercò di dimostrare come il colore chiaro della pelle e degli occhi determinassero l'appartenenza di un individuo al popolo "solare", che ovviamente si supponeva superiore al popolo "notturno" di colore scuro. Nel 1853 il conte de Gobineau sintetizzò le conoscenze scientifiche dei due secoli precedenti e dette alle stampe il suo Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane.
Gobineau utilizzò argomenti antropologici, linguistici, storici e culturali per dimostrare che il mondo era abitato da tre razze principali e che ognuna di queste razze era caratterizzata da aspetti fisici e caratteriali specifici. L'obiettivo era di dimostrare che la razza tedesca era superiore alle altre e che per mantenerla pura era necessario evitare incroci e contaminazioni con le razze inferiori.

LE MALATTIE SCRITTE SUL VOLTO

LE MALATTIE SCRITTE SUL VOLTO
La fisiognomica, ovvero la scienza che definisce le caratteristiche dei volti, diventa un'efficacissima arma nella lotta alle malattie genetiche. Perchè, proprio grazie alla definizione di alcuni tratti somatici tipici di alcune malattie "scritte" nel Dna, si potrebbe arrivare a capire di più sui meccanismi che le originano. La Struttura complessa di genetica umana dell'ospedale Galliera si candida per diventare punto di riferimento internazionale in questa nuovissima applicazione e collabora con le principali istituzioni mondiali. La prova viene dalla collaborazione con gli esperti dell'University College di Londra, scesi a Genova per effettuare scansioni tridimensionali dei volti di pazienti affetti da sindrome genetica dismorfica (tutti in cura all'ambulatorio di Genetica del nosocomio). Scopo del progetto la creazione di un modello delle caratteristiche del volto associate a una specifica condizione genetica.

CITAZIONI

 

 FISIOGNOMICA (Totò)

Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.

 

 

Che la natura imiti l'arte è una massima troppo prudente.

La natura è un prodotto dell'arte e del discorso
Nelson Goodman

 

 

 

 

 

La fisiognomica dei signori della guerra

 

 

In questi giorni La Nazione sta pubblicando delle interessanti schede su quanto possono dirci i volti dei protagonisti di questa guerra.

La fonte, tradotta dal francese da Marie-Emmanuelle Lauwers, é una certa Beatrice Grimblat, astrologa e specialista in morfopsicologia, autrice di "Les Visages vous disent tout" - I visi vi diranno tutto - (1993, ed. Albin Michel).

La specialista francese interpreta regolarmente la fisionomia di molte celebrità per diversi giornali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

George W. Bush: rigido ed egoista

 

Bush appare compresso.

I recettori (occhi, naso, bocca), sono molto nascosti: tradiscono una sensibilità acuta e una forte suscettibilità.

Gli occhi piccoli ed infossati indicano la sua tendenza a fissarsi su un'idea, rinchiudendosi in un mondo al di fuori della realtà. Un pensiero rigido, duro, eccessivamente soggettivo.

La piccola bocca stretta indica difficoltà nel controllare gli istinti, ma anche volontà di portare avanti le sue sfide.

Le narici allargate indicano reattività.

Le tre parti del viso sono equilibrate e ciò é indice di sensazione di sicurezza: si sente realizzato in campo sociale e personale.

I tratti del suo volto indicherebbero così una tendenza a concentrare le energie verso scopi prefissati e personali, unita all'ambizione che traspare dalla larga mascella.

La scheda si conclude così: "un egoista con tendenze paranoiche".

 

 

 

Saddam Hussein: intollerante ed ambizioso

 

Il viso largo e grassoccio del dittatore tradirebbe una natura campagnola ed una personalità alquanto bigotta.

La contrazione della fronte (profilo eretto), indica controllo, padronanza, misura e riflessione.

Secondo l'esperta ci sarebbe uno strano contrasto fra la rozzezza del volto ed il profilo sottile degli occhi.

La parte cerebrale, con fronte bitorzoluta e ruga di Marte (quella sul naso), indicherebbe un pensiero analitico, preciso, ma anche testardaggine, ostinazione. La ruga sul naso in particolare mostra un lato interessante: il distacco fra lato affettivo e lato cerebrale...

La preponderanza della parte cerebrale su quella istintiva rivela che l'immaginazione è al servizio del concreto, di tipo opportunistico.

Il lato istintivo mostra invece forti bisogni fisici: il profilo rotondo mostra la sua forte volontà di potere, l'ambizione, il desiderio di lasciare la propria impronta.

 

 

 

 

 

 Donald Rumsfeld: idealista ed intrattabile

 

Rumsfeld é una persona energica, come Blair a dominanza celebrale, come indica l'ampia fronte.

Il viso allungato e le guance piatte confermano lo slancio ed il dinamismo della sua mente, tuttavia il contorno del viso, che la Grimblat classifica come "ondulato-piatto", testimonia la prudenza e la riserva in campo affettivo.

Tutti i recettori (occhi, naso, bocca, orecchie), sono piccoli e nascosti, il che é segno di grande controllo di sé, di perseveranza e coerenza.

Il mento, largo e pronunciato mostra potenza, ambizione, tenacia, volontà ferrea.

La bocca, fine e rettilinea, indica fermezza nel passare all'azione.

Donald Rumsfeld sa dosare bene le sue energie, calcolando per tempo e progettando con cura. Quanto si slancia in avanti ha già previsto tutto e niente potrà farlo tornare indietro sui suoi passi.

Vivace nello spirito, scrupoloso e attento all'opinione altrui, ha la capacità di guidare gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 Tony Blair: conquistatore ed influenzabile

 

Blair é una persona dinamica, come sembra indicare la contrazione laterale del volto e la dominanza cerebrale indicata dall'ampia fronte.

La sua caratteristica tendenza "reattiva" invece è resa manifesta dai suoi recettori: occhi, naso, orecchie, bocca, che sono grandi, aperti, sporgenti.

Si fa avanti, si butta con tutto se stesso: un dinamico conquistatore.

L'eccessiva sporgenza dei suoi recettori tradisce però anche la sua mancanza di distacco, di controllo, così come il suo bisogno di essere apprezzato.

Gli zigomi sporgenti sono un segno di bisogno affettivo e mentre la mascella indica ambizione, l'asimmetria degli occhi (il destro é più infossato), indica una difficoltà di sintesi nel pensiero. Secondo la Grimblat l'asimmetria del suo viso e la continua alternanza fra il lato destro e quello sinistro del volto, vanno di pari passo con la sua volubilità, i suoi improvvisi mutamenti.

Il contorno ondulato del volto tradisce una certa dolcezza di carattere, ma anche una certa influenzabilità.

L'inclinazione della fronte invece tradisce una eccessiva rapidità nel prendere le decisioni, una scarsa tendenza alla riflessione. Agisce per prove ed errori.

Secondo la morfopsicologa é il bisogno di Blair di essere amato che gli fa scegliere di stare dalla parte del più forte...

 

 

 

 

 

 http://www.barbanera.it/futurofisiognomica.html

 

 

LA FISIOGNOMICA. La Fisiognomica o Fisiognomìa è lo studio della fisionomia umana, cioè la disciplina che cerca di interpretare il carattere di una persona dall'osservazione dei suoi tratti somatici. In questa sezione verrà presentato uno studio degli elementi che compongono la fisionomia di un individuo, dai tratti del viso alla corporatura: ad ognuno di essi verrà associato un aspetto del carattere e della personalità. Sarà un affascinante viaggio alla scoperta di chi siamo, attraverso la conoscenza del personale bagaglio dei tratti somatici, dei modi di fare o di porsi, di camminare o di sedersi. Senza avere la pretesa di associare ad uno schema troppo rigido e convenzionale il carattere e la moralità di una persona, la fisiognomica può essere un modo piacevole per accettare meglio i propri pregi e difetti e scoprire nuove divertenti analogie